Trascrizione
Edmund: C’è una storia nella Scrittura che mi colpisce particolarmente quando penso alla preghiera. Nel Vangelo di Marco si dice che una mattina Gesù si svegliò «molto presto, quando era ancora buio, e andò in un luogo deserto a pregare» (Marco 1:35).
Se torniamo indietro di qualche pagina, ci rendiamo conto che il giorno prima Gesù era stato impegnato in una lunga giornata di ministero a Cafarnao (Marco 1:32-34). Penso che questo sia un aspetto molto importante su cui riflettere. Nonostante le esigenze e l’impegno del suo ministero, nonostante fosse Dio e nonostante tutti avessero bisogno di lui (i discepoli arrivano dicendo: «Tutti ti cercano»), Gesù trovava comunque il tempo per pregare e stare in relazione con Dio Padre.
Emily: Questo passo suggerisce che svegliarsi presto per pregare faceva parte della routine di Gesù. Non pregava solo quando era conveniente.
Edmund: Questo mi ricorda ciò che la Chiesa ci insegna nel Catechismo sulla preghiera. Al paragrafo 2697 si legge: “Ma non si può pregare «in ogni tempo» se non si prega in determinati momenti, volendolo: sono i tempi forti della preghiera cristiana, per intensità e durata.”
Emily: Siamo invitati a entrare in relazione con Gesù. E questa relazione è la preghiera. La vita di preghiera è la vita della nostra relazione quotidiana con Gesù, e permea ogni aspetto della nostra vita.
Edmund: Siamo anche invitati ad avere un ritmo di preghiera nella routine quotidiana e settimanale della nostra vita, proprio come nelle relazioni con il nostro coniuge, la famiglia o gli amici. Abbiamo un certo ritmo. E avere questi momenti specifici e routine di preghiera ci aiutano a crescere nella nostra relazione con Gesù e a camminare con Lui quotidianamente e intimamente.
Emily: La preghiera è la vita del cuore nuovo che cammina ogni giorno con Gesù. “La Tradizione della Chiesa propone ai fedeli ritmi di preghiera destinati ad alimentare la preghiera continua. Alcuni sono quotidiani: la preghiera del mattino e della sera, prima e dopo i pasti, la liturgia delle Ore. La domenica, al cui centro sta l’Eucaristia, è santificata soprattutto mediante la preghiera. Il ciclo dell’anno liturgico e le sue grandi feste rappresentano i ritmi fondamentali della vita di preghiera dei cristiani.” (CCC 2698).
Edmund: Siamo invitati a un ritmo di vita che include momenti di preghiera intenzionali nella nostra quotidianita’. È anche interessante notare che Gesù cercava un luogo deserto, lontano dalle distrazioni, per stare solo con Dio. Possiamo imitare Gesù e ritagliarci un luogo sacro e un tempo indisturbato per la preghiera.
Emily: Allora, cosa dovremmo fare durante questi momenti?
Edmund: Il Catechismo spiega al paragrafo 2699: “Il Signore conduce ogni persona secondo strade e modi che a lui piacciono. Ogni fedele, a sua volta, gli risponde secondo la risoluzione del proprio cuore e le espressioni personali della propria preghiera. Tuttavia la tradizione cristiana ha conservato tre espressioni maggiori della vita di preghiera: la preghiera vocale, la meditazione, la preghiera contemplativa. Esse hanno in comune un tratto fondamentale: il raccoglimento del cuore. Tale vigilanza nel custodire la Parola e nel rimanere alla presenza di Dio fa di queste tre espressioni dei momenti forti della vita di preghiera.”
Emily: Quindi il Catechismo propone tre “espressioni di preghiera”. Ma ricordo che in una parte precedente c’erano cinque forme di preghiera. In che cosa differiscono dalla supplica, dall’intercessione, il ringraziamento, la benedizione e la lode?
Edmund: Beh, pensa a queste forme di preghiera come al contenuto della preghiera stessa. Sono ciò di cui possiamo e dovremmo parlare con Dio. Queste tre espressioni sono più simili a modi in cui partecipiamo a quella conversazione con Dio.
Emily: Ok. Quindi la prima è la preghiera vocale: parlare ad alta voce o nel nostro cuore a Dio, o pregare ad alta voce con gli altri.
Edmund: La seconda espressione di preghiera è la meditazione. È un modo di coinvolgere i nostri pensieri, immaginazione, emozioni e desideri attraverso la riflessione orante. Può assomigliare alla meditazione sulla Scrittura o su Dio stesso. Si tratta di concentrare la nostra attenzione su Gesù e sulle cose di Dio, e di permettere a Dio di parlarci attraverso esse, mentre le meditiamo più profondamente.
Emily: E l’ultima espressione della preghiera sembra un po’ più difficile da descrivere. “La preghiera contemplativa” – dice il Catechismo – “è l’espressione semplice del mistero della preghiera, uno sguardo di fede fissato su Gesù, un ascolto della parola di Dio, un silenzioso amore. Realizza l’unione alla preghiera di Cristo nella misura in cui ci fa partecipare al suo mistero” (CCC 2724).
Edmund: La preghiera contemplativa è qualcosa a cui tutti dovremmo aspirare, ma è un dono di Dio. Non è qualcosa che possiamo semplicemente “fare”. È più simile a qualcosa che accade quando ci sediamo in conversazione con Dio e rivolgiamo il nostro cuore a Lui. Pensate a quel momento in cui due persone che si amano e si prendono cura l’una dell’altra finalmente si rivedono dopo tanto tempo. E loro semplicemente… sorridono, si guardano e si godono la loro presenza reciproca.
Emily: È come una combinazione di emozioni, pensieri, meditazione, tutto in uno.
Edmund: Queste espressioni sono davvero una visione di come può essere una vita di preghiera, la vita di un discepolo che cammina con Gesù. Gesù ci chiama ad avere una relazione con Lui che dia vita, sia fruttuosa e trasformativa. E noi dovremmo imitarLo e renderla una priorità nella nostra vita, riservando ogni giorno del tempo appositamente per nutrirla. In questo modo, potremo scoprire la meravigliosa avventura a cui Dio ci chiama attraverso la preghiera. E anche voi scoprirete che la preghiera è la vita del cuore nuovo che cammina ogni giorno con Gesù.