Trascrizione
Emily: Ti ricordi quando da bambino ti mettevi nei guai e dicevi: “Beh, ha iniziato lui!”
Edmund: Sì, ed è un modo un po’ da Vecchio Testamento di trattare le persone. Tu mi colpisci, io ti rispondo colpendo a mia volta. Tu mi insulti, io ti insulto.
Emily: “Occhio per occhio, dente per dente”. È una frase che potrebbe suonare familiare. Ma ciò che la maggior parte delle persone non sa è che questa frase tratta dal libro dell’Esodo aveva lo scopo di limitare, non di incoraggiare, la vendetta verso il prossimo.
Edmund: Ai tempi di Mosè, questo insegnamento aveva lo scopo di porre dei limiti alle punizioni e alle ritorsioni. La linea guida “occhio per occhio” era considerata un modo equo per evitare l’escalation della violenza. E poneva il concetto di giustizia sotto una semplice regola: nessuna punizione dovrebbe superare il danno causato.
Emily: Quindi, quando Gesù ha insegnato nel Padre Nostro che dovremmo pregare “Rimetti a noi…”, è chiaro che sia stato visto come un significativo cambiamento culturale e religioso.
Edmund: Gesù ci insegna a trattare le persone con un criterio diverso da quello che potremmo essere tentati di seguire. Invece di lasciarci guidare dal modo in cui gli altri trattano noi, ci insegna a riflettere il perdono di Dio. Dovremmo perdonare gli altri come vorremmo essere perdonati.
Emily: L’inclusione da parte di Gesù di questa richiesta di perdono nel Padre Nostro ha spostato la discussione sulla giustizia da ciò che è giusto a ciò che riflette la misericordia di Dio.
Edmund: Gesù chiede ai suoi seguaci di perdonare non perché l’altra persona lo meriti, ma perché il perdono stesso di Dio nei nostri confronti lo richiede.
Emily: Ma l’insegnamento di Gesù nel Padre Nostro va ancora più in profondità. Il Catechismo ci ricorda che Gesù sta in realtà rivelando una condizione per il perdono di Dio.
Edmund: La maggior parte delle persone potrebbe pensare che il cristianesimo insegni che il perdono di Dio è incondizionato. Gesù non solo rivela una condizione, ma ci dice anche che rifiutarsi di perdonare danneggia noi, in un certo senso.
Emily: Il linguaggio del Catechismo è notevole. Il paragrafo 2838 dice: “Questa domanda è sorprendente.… secondo l’altro membro della frase, la nostra domanda verrà esaudita solo a condizione che noi, prima, abbiamo risposto ad un’esigenza. La nostra domanda è rivolta verso il futuro, la nostra risposta deve averla preceduta; una parola le collega: «come»”
Edmund: La parola “come” ha davvero un ruolo importante al centro di questa richiesta. La prima parte “rimetti a noi i nostri debiti” significa che iniziamo questa richiesta pregando per confessare i nostri peccati. Ammettiamo a Dio di aver peccato e chiediamo perdono.
Emily: Ma riconosciamo anche con devozione che questo perdono comporta la responsabilità di estendere lo stesso perdono agli altri.
Il Catechismo va ancora oltre nel paragrafo 2840, dicendo: “Ora, ed è cosa tremenda, questo flusso di misericordia non può giungere al nostro cuore finché noi non abbiamo perdonato a chi ci ha offeso. L’amore, come il corpo di Cristo, è indivisibile: non possiamo amare Dio che non vediamo, se non amiamo il fratello, la sorella che vediamo. Nel rifiuto di perdonare ai nostri fratelli e alle nostre sorelle, il nostro cuore si chiude e la sua durezza lo rende impermeabile all’amore misericordioso del Padre; nella confessione del nostro peccato, il nostro cuore si apre alla sua grazia.”
Edmund: Questo requisito della misericordia di Dio è impossibile per noi da soli. Ma attraverso la preghiera, chiediamo a Dio di darci la forza di viverlo.
Emily: Ok, ma si potrebbe pensare che questo significhi semplicemente lasciare che le persone ci feriscano. Non è in nostro potere non sentire o dimenticare un’offesa. Ricordiamoci, Gesù ci sta insegnando una preghiera, e attraverso di essa stiamo offrendo il nostro cuore a Dio. Dio vuole aiutarci a perdonare!
Edmund: Quindi è qui, nel profondo del nostro cuore, che le parole di perdono di Gesù e il suo amore che non finisce mai ci incontrano. È pregando questa supplica dal cuore che sperimentiamo l’amore che ama fino alla fine.
Emily: L’opposto del perdono è l’amarezza, il rancore e il rifiuto attivo di trattare gli altri con carità perché ci hanno fatto un torto. Ma tutti abbiamo fatto un torto a Dio e agli altri. Tutti noi abbiamo desiderato e avuto bisogno del perdono in qualche momento della nostra vita.
Edmund: C’è un detto che dice che rifiutarsi di perdonare gli altri è come bere veleno per cercare di ferire qualcun altro. Aggrappandoci a questi debiti e rancori, fermiamo solo noi stessi e ci allontaniamo dal perdono di Dio. Gesù ci chiama a qualcosa di più grande. Ci chiama a testimoniare che l’amore è più forte del peccato.
Emily: E non c’è alcun limite al perdono e alla misericordia di Dio, tranne la nostra disponibilità a riceverli pienamente. Questo significa estendere questo dono divino del perdono agli altri nella nostra vita. Per Dio, “occhio per occhio” non è sufficiente per fermare il peccato e il male.
Edmund: Dobbiamo andare oltre, e sforzarci di imitare Gesù. Nell’’insegnarci il Padre Nostro, Gesù ci insegna a chiedere perdono nella misura in cui noi stessi perdoniamo gli altri. E in questo modo, la vera preghiera cristiana permette alla misericordia di penetrare nei nostri cuori affinché possiamo perdonare ed essere perdonati.