Trascrizione
Edmund: Immagina come sarebbe la tua preghiera se sapessi che tra poche ore verrai arrestato e condannato a morte. La Bibbia descrive Gesù in questa esatta situazione nei Vangeli.
Emily: Poco prima di essere arrestato, Gesù trascorre un momento intenso in preghiera, sapendo ciò che sta per accadere. Ma durante “l’agonia nel giardino” c’è un momento che potrebbe creare confusione, poiché crediamo anche che Gesù sia Dio. Gesù dice: “Padre, se è possibile, allontana da me questo calice…”. Questo significa che Gesù voleva disobbedire a Dio Padre?
Edmund: Gesù è pienamente Dio e pienamente uomo. Quindi, in questa preghiera, esprime che la sua volontà umana, proprio come la nostra, desidera sempre vivere. Abbiamo un forte desiderio di vivere e la nostra volontà non desidera naturalmente il dolore o la sofferenza. Il Catechismo spiega al paragrafo 612: “Egli esprime così l’orrore che la morte rappresenta per la sua natura umana”.
Emily: La risposta la sentiamo pochi istanti dopo, quando Gesù prega: «Non la mia volontà, ma la tua sia fatta». Anche se la natura umana di Gesù era in agonia al pensiero della morte, Gesù ci dà l’esempio supremo di scegliere di anteporre la volontà del Padre alla propria.
Edmund: La preghiera di Gesù durante l’agonia nel giardino ci ricorda le parole del Padre Nostro, quando Gesù ci ha insegnato: «Sia fatta la tua volontà».
Emily: Il Catechismo approfondisce ulteriormente questo concetto al paragrafo 2824, dove spiega: «In Cristo, e attraverso la sua volontà umana, la volontà del Padre è stata perfettamente compiuta una volta per tutte. Gesù entrando in questo mondo ha detto: ‘Ecco, Io vengo, . . . per fare, o Dio, la tua Volontà.’ Solo Gesù può affermare: ‘lo faccio sempre le cose che Gli sono gradite.’ Nella preghiera della sua agonia, egli acconsente totalmente alla Volontà del Padre: ‘Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!’ Ecco perché Gesù ‘ha dato se stesso per i nostri peccati… secondo la Volontà di Dio’”
Edmund: Nell’ insegnarci il Padre Nostro, Gesù ci invita a portare le nostre necessità a Dio. Ma ci insegna anche a volgere la nostra volontà verso quella di Dio. E Gesù sa quanto sia difficile farlo, specialmente quando siamo di fronte alla sofferenza. Perché Lui ha affrontato la peggiore sofferenza immaginabile.
Emily: All’inizio potremmo essere riluttanti a diventare completamente obbedienti alla volontà di Dio. Ma la volontà di Dio è perfetta e buona. Gesù ci dimostra che Dio vuole il nostro bene ultimo, non solo la nostra felicità temporanea. È disposto a sperimentare la sofferenza e la morte sulla croce per salvarci e riconciliarci con Lui.
Edmund: Nel Padre Nostro, riconosciamo la volontà di Dio prima di chiedere per i nostri bisogni. Questo non perché Dio non si cura di noi e vuole mettere la Sua volontà al di sopra della nostra per egoismo. La volontà di Dio È per il nostro bene ultimo e supremo.
Emily: Dio sa meglio di chiunque altro come portarci alla felicità duratura. È come quando i genitori dicono ai figli di seguire certe regole, come andare a letto presto o mangiare cibi sani. Da bambini impariamo a fidarci del fatto che i nostri genitori sanno come prendersi cura di noi, a volte meglio di noi stessi.
Edmund: Allo stesso modo, possiamo imparare ad avere fiducia in Dio con l’aiuto della grazia e praticando questa obbedienza alla Sua volontà anche quando le cose sono difficili. Ma la posta in gioco per noi in questa decisione è alta. Quando scegliamo di andare contro la volontà di Dio, in realtà non si tratta solo di disobbedienza, ma anche di peccato. Adamo ed Eva, nel primo peccato, disubbidirono alla volontà di Dio.
Emily: Gesù era perfettamente obbediente alla volontà del Padre. Gesù ha una volontà umana e una volontà divina. È capace di essere obbediente «fino alla morte». E Gesù sostituisce la Sua obbedienza alla nostra disobbedienza. In questo modo Dio offre la Sua obbedienza come sacrificio per sconfiggere il peccato e riconciliarci con Lui.
Edmund: La volontà umana di Cristo non resiste né si oppone, ma piuttosto si sottomette in obbedienza alla Sua volontà divina. Nel Padre Nostro, quando preghiamo “Sia fatta la tua volontà”, chiediamo che il piano d’amore di Dio si realizzi pienamente sulla terra – e nella nostra vita – come già in cielo.
Emily: Il Catechismo dice al paragrafo 2823: “Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto, nella sua benevolenza, aveva prestabilito” Attraverso Gesù e i suoi insegnamenti, ora conosciamo la volontà del Padre.
Edmund: Ma Egli ci dona anche lo Spirito Santo e la grazia affinché possiamo farlo. Questo è il modo in cui la Sua volontà può essere «sulla terra come in cielo»: attraverso la grazia, la vita in Cristo, la preghiera e lo sforzo di comprendere e obbedire alla volontà di Dio. Anche quando la nostra volontà umana vuole evitare le sfide e le sofferenze.
Emily: Dio ci insegna col tempo a diventare sempre più obbedienti alla Sua volontà. I momenti quotidiani della nostra vita, specialmente quelli di sofferenza, possono insegnarci ad essere umili e obbedienti se li portiamo al Padre nostro nella preghiera.
Edmund: Ma non siamo mai soli. Gesù vuole stare con noi attraverso i sacramenti, il dono dello Spirito Santo e la comunione con il Suo corpo, la Chiesa. La nostra preghiera e la nostra obbedienza alla volontà di Dio si realizzano nel contesto della famiglia di Dio, la Chiesa.
Emily: Fare la volontà di Dio non porta solo alla nostra felicità e bontà definitive. Pregare con obbedienza “Sia fatta la tua volontà” permette anche a Dio di operare attraverso di noi per la felicità degli altri.
Edmund: Gesù sa bene che può essere difficile pregare con tutto il cuore il Padre Nostro. Ma vuole aiutarci a recitare questa preghiera perché conosce il piano di amorevole bontà del Padre per la nostra vita. Ed è per questo che, nel Padre Nostro, Dio ci invita a conoscere e ad amare la Sua volontà per la nostra vita e per quella degli altri.