Trascrizione
Edmund: Non sorprende che Gesù pregasse molto. E i discepoli avranno notato che spesso si allontanava per pregare da solo. Ma la Scrittura ci racconta di un giorno in particolare in cui i discepoli chiesero a Gesù di insegnare loro a pregare.
Emily: Ed è allora che Gesù insegnò ai discepoli quella che chiamiamo “il Padre Nostro”. È una preghiera che abbiamo sentito così tante volte che forse non ci rendiamo conto di quanto sia speciale. Gesù rivela qualcosa che da allora è stato tramandato per secoli e pregato da milioni di persone.
Edmund: Possiamo capire quanto siano importanti questo momento e questa preghiera guardando solo alle prime due parole. Gesù inizia insegnando ai discepoli a pregare dicendo “Padre nostro”. Non dicendo “Padre di Gesù” o “Padre” e basta. Nel Padre Nostro, Gesù ha rivelato un invito a qualcosa di molto intimo e speciale. In questa preghiera, Gesù ha invitato i discepoli nel cuore del Padre, nostro Padre.
Emily: Gesù, che aveva una profonda e intima vicinanza con il suo Padre celeste, non stava semplicemente dando ai suoi seguaci delle parole da recitare, ma stava aprendo una finestra sul suo modo di connettersi con il Padre stesso. Quando preghiamo il Padre Nostro, stiamo in realtà entrando nella preghiera stessa di Gesù, nel modo in cui Lui si relaziona con Dio come suo Padre. È come se ci mostrasse come partecipare alla conversazione più intima che esista, quella che ci porta nel cuore stesso della Trinità.
Edmund: Attraverso Gesù, siamo invitati a diventare figli e figlie adottivi di Dio. Nessuno prima di Gesù, aveva rivelato questo rapporto cosi’ speciale. Quindi, insegnandoci a pregare il “Padre Nostro”, Gesù ci invita a entrare in un rapporto in cui accettiamo Dio come nostro padre.
Emily: Ma insegnarci a dire “nostro” piuttosto che ‘mio’ implica anche che quando recitiamo il Padre Nostro, ci viene ricordato che l’invito di Dio è rivolto a tutti. Egli è il “nostro” Padre. Quando recitiamo questa preghiera, preghiamo a nome di tutta la Chiesa, la famiglia di Dio, e a nome di chiunque, ovunque si trovi, che non conosca ancora Dio o non lo conosca pienamente.
Edmund: Il Catechismo ci ricorda al paragrafo 2765: “L’espressione tradizionale « Orazione domenicale » (cioè « Preghiera del Signore ») significa che la preghiera al Padre nostro ci è insegnata e donata dal Signore Gesù. Questa preghiera che ci viene da Gesù è veramente unica: è «del Signore». Da una parte, infatti, con le parole di questa preghiera, il Figlio unigenito ci dà le parole che il Padre ha dato a lui: è il maestro della nostra preghiera. Dall’altra, Verbo incarnato, egli conosce nel suo cuore di uomo i bisogni dei suoi fratelli e delle sue sorelle in umanità, e ce li manifesta: è il modello della nostra preghiera.”
Emily: Quindi il Padre Nostro è un modello di preghiera cristiana. Il Catechismo lo definisce anche «il riassunto del Vangelo», o «il Vangelo in miniatura», e anche «la preghiera più perfetta».
Edmund: Il Padre Nostro è una preghiera fondamentale della Chiesa. Viene recitato ad ogni Messa. Fa parte di tutti i sacramenti dell’iniziazione cristiana: il Battesimo, la Cresima e l’Eucaristia. E nell’Ufficio Divino, viene recitato ogni giorno in tutto il mondo nella Liturgia delle Ore.
Emily: Durante la Messa, il sacerdote dice: “Come osiamo dire…” proprio prima di recitare il Padre Nostro. Perché chiamare Dio “Padre nostro” è un atto di coraggio per noi mortali! Ma osiamo chiamare Dio “Padre nostro” perché Gesù ci invita a farlo. Questo sottolinea un rapporto di fiducia, intimità e riverenza.
Edmund: Non solo, ma Gesù rivela nel Padre Nostro che possiamo e dobbiamo chiedere a Dio ciò di cui abbiamo bisogno. Parliamo un po’ più approfonditamente della struttura di questa preghiera.
Emily: Il Padre Nostro è diviso in sette richieste. Le prime tre si concentrano sul nome, il regno e la volontà di Dio. Le ultime quattro riguardano i nostri bisogni quotidiani di sostentamento, perdono, protezione e liberazione dal male.
Edmund: Nella tradizione ebraica, le preghiere venivano spesso memorizzate e recitate, e Gesù probabilmente intendeva che il Padre Nostro servisse come preghiera fondamentale per i suoi discepoli. Il fatto che sia concisa, facile da memorizzare e includa temi essenziali per una vita di fede suggerisce che fosse destinata a essere recitata regolarmente. Ed è esattamente ciò che fecero le prime comunità cristiane. La adottarono rapidamente come parte fondamentale del culto e tramandarono questa preghiera come centrale negli insegnamenti di Gesù.
Emily: Nelle prime tre richieste, siamo trasportati verso Dio Padre. Queste richieste riguardano il Suo nome, il Suo regno e la Sua volontà. Il Catechismo dice al paragrafo 2806: Attraverso le prime tre domande veniamo rafforzati nella fede, colmati di speranza e infiammati di carità.
Edmund: E nelle ultime quattro richieste affidiamo a Dio le nostre preoccupazioni in questo mondo: preghiamo «dacci»… «perdonaci»… «non abbandonarci in tentazione»… e «liberaci». Le prime due riguardano la nostra vita: essere nutriti e guariti dal peccato; le ultime due riguardano la nostra battaglia per la vittoria della vita, quella battaglia della preghiera. Poi preghiamo: «Non ci abbandonare in tentazione, ma liberaci dal male».
Emily: Gesù ha rivelato Dio come un Padre amorevole che si prende cura di noi e ci invita a una relazione profonda e filiale con Lui in Gesù attraverso lo Spirito Santo. Gesù rivela un Padre che si prende cura dei nostri bisogni quotidiani e al quale possiamo affidare le nostre richieste. Gesù voleva insegnarci come poter avere questo rapporto speciale con il Padre e come si presenta questo rapporto di preghiera. Ed è per questo che Gesù ci insegna a pregare il “Padre Nostro”, rivelandoci la Sua preghiera.