Trascrizione
Emily: C’è una scena drammatica nell’Antico Testamento in cui Mosè incontra Dio nel deserto mentre pascola il suo gregge. Mosè arriva all’Horeb, la montagna di Dio, in seguito conosciuta come Monte Sinai. Lì vede uno spettacolo strano: un roveto che arde ma non si consuma. Quando Mosè si avvicina, Dio inizia a parlargli da questo roveto. All’inizio Mosè è comprensibilmente spaventato.
Edmund: Dio parla a Mosè e gli rivela il suo piano di mandarlo in Egitto in missione per il suo popolo. Dio fece anche qualcosa di piuttosto impensabile all’epoca: rivelò il suo nome. Per il resto della vita di Mosè, questo momento rimase una potente rivelazione del tipo di relazione che Dio vuole avere con TUTTO il suo popolo. Il roveto ardente cambiò radicalmente il modo in cui Mosè vedeva Dio, il suo popolo e il mondo.
Emily: Dio ci rivela costantemente un nuovo modo di guardare il mondo. Nel corso della storia, ma soprattutto in Gesù, Dio si rivela a noi affinché possiamo conoscerlo e comprendere il tipo di relazione che desidera avere con noi.
Edmund: Proprio come tutte le relazioni, anche la nostra relazione con Dio è ricca e sfaccettata. Possiamo approfondire la nostra comprensione di questa relazione attraverso la Scrittura, l’insegnamento della Chiesa e l’esperienza personale. Il Catechismo definisce la nostra preghiera una relazione di “alleanza”.
Emily: Si tratta di una relazione speciale, intima e familiare. Nel corso della storia della salvezza, vediamo esempi di questa relazione di preghiera che si rivela gradualmente nelle figure dell’Antico Testamento, nei profeti e nei Salmi. Ad esempio, Mosè parlava con Dio “faccia a faccia, come un uomo parla al suo amico”.
Edmund: Dio desidera una relazione simile con il suo popolo; approfondita ed espressa attraverso la preghiera. Il dialogo intimo della preghiera è il cuore stesso della nostra relazione di alleanza con Dio.
Emily: Gesù parlava del suo rapporto con Dio come qualcosa di più di un semplice amico, ma come un Padre amorevole, rivelando la pienezza di questo rapporto di preghiera. Il Catechismo dice al paragrafo 2620: “Nel Nuovo Testamento il modello perfetto della preghiera si trova nella preghiera filiale di Gesù. Fatta spesso nella solitudine, nel silenzio, la preghiera di Gesù comporta un’adesione piena d’amore alla volontà del Padre fino alla croce e un’assoluta fiducia di essere esaudito..”
Edmund: A Pentecoste, Dio ha inviato il dono dello Spirito Santo per consentire alla Chiesa e ai suoi fedeli di sperimentare la pienezza della preghiera che Gesù ha modellato e insegnato ai discepoli.
Emily: Il Catechismo descrive cinque forme di preghiera. Possiamo considerarle non come modi in cui DOBBIAMO pregare, ma come modi privilegiati che ci sono concessi per parlare con Dio grazie al nostro rapporto speciale e di alleanza con Lui. Esse sono: benedizione, supplica, intercessione, ringraziamento e lode.
Edmund: La preghiera di benedizione è la nostra risposta ai doni di Dio, in cui benediciamo Dio per averci benedetti per primi e riconosciamo la Sua grandezza e la nostra dipendenza da Lui (CCC 2626). Molti Salmi sono ottimi esempi di preghiere di benedizione, in cui il salmista invita la sua anima a benedire e lodare Dio per la Sua bontà e misericordia.
Emily: Nelle preghiere di supplica esprimiamo la nostra consapevolezza del bisogno dell’aiuto di Dio e Gli chiediamo di soddisfare i nostri bisogni, sia spirituali che temporali (CCC 2629). Gesù ci insegna la preghiera di supplica, incoraggiando i credenti a chiedere ciò di cui hanno bisogno con la certezza che Dio ascolta e risponde.
Edmund: La preghiera di intercessione è una supplica a Dio a favore degli altri, che riflette il modo in cui Cristo intercede per noi davanti al Padre (CCC 2634). Nella sua preghiera dopo l’Ultima Cena, Gesù intercedette per i suoi discepoli e per tutti i futuri credenti, chiedendo unità e fedeltà tra loro.
Emily: La preghiera di ringraziamento riconosce Dio come fonte di ogni bene ed esprime gratitudine per la Sua generosità e grazia (CCC 2637). Il ritorno del lebbroso guarito per ringraziare Gesù sottolinea l’importanza della gratitudine in risposta alle benedizioni di Dio. Dio si compiace del nostro ringraziamento e vuole essere parte delle nostre gioie.
Edmund: E nelle preghiere di lode, glorifichiamo Dio per quello che è, rendendogli onore e gloria per ciò che è, al di là di ciò che fa per noi (CCC 2639). Nel libro dell’Apocalisse c’è una scena molto potente di preghiere di lode. L’autore descrive una visione dell’espressione suprema di lode, in cui tutto il creato adora Dio. In Apocalisse 5:13 si legge: «E tutte le creature che sono nel cielo, sulla terra, sotto la terra e nel mare, e tutte le cose che sono in essi, udii che dicevano: «A colui che siede sul trono, e all’Agnello, siano la lode, l’onore, la gloria e la potenza, nei secoli dei secoli».
Emily: Come un’illustrazione complessa su cui possiamo concentrarci fino a quando non vediamo rivelarsi un disegno nascosto e meraviglioso, Dio ci invita ad approfondire la nostra comprensione della preghiera e il nostro rapporto con Lui. Quindi dovremmo davvero gioire nella lode e nel ringraziamento. Perché Dio ha rivelato gradualmente il suo invito a un rapporto di alleanza, e noi entriamo in questo rapporto attraverso la preghiera.